E-book… Parliamone
La grande diffusione di e-book reader avvenuta nel biennio 2006/07 segna una svolta storica per la divulgazione dei libri in formato elettronico. È proprio in questo periodo che Amazon lancia il suo lettore, Kindle, a cui segue una sfrenata pubblicità allo scopo di accaparrarsi la neonata fetta di mercato. Numerose aziende investono in questo settore e la concorrenza cresce: tuttavia non c’è voluto molto tempo per capire il fallimento del mercato degli e-book, sono invece ancora da capire le reali motivazioni di un simile insuccesso.
Il primo fattore negativo che salta all’occhio è sicuramente quello legato al cambiamento di tecnologia. La praticità di un libro cartaceo è innegabile ed i lettori di e-book attualmente non offrono una valida alternativa. Questo aspetto rappresenta certamente un freno che tuttavia può spiegare una lenta ascesa ma non certamente lo stallo a cui si assiste.
In effetti, l’insicurezza legata al cambiamento tecnologico è da valutarsi in combinazione con un altro aspetto, ben più importante, che è il prezzo.
Le regole di mercato, infatti, ci dicono che il prezzo di un bene è influenzato non soltanto dai costi di produzione e dalla concorrenza nel settore, ma anche da come ciascuno percepisce l’utilità di quel bene per soddisfare i propri bisogni. In parole povere, il prezzo di un bene va legato a quanto la gente è disposta a spendere per acquistare quel bene.
Poiché i costi di produzione di un e-book sono praticamente nulli, il prezzo a cui vendere un e-book è da stabilire, conseguentemente a quanto detto, esclusivamente dal valore che l’autore attribuisce alla sua opera.
È evidente, pertanto, che il prezzo di lancio nella nuova frontiera degli e-book nel mercato non è stato valutato correttamente, conclusione alla quale si giunge semplicemente osservando la quota di mercato (in Italia) pari allo 0,04%, rispetto al formato cartaceo, nonostante il numero di lettori sia in leggero aumento, precisamente dell’1,7% rispetto ai due anni passati (fonte dei dati percentuali: Associazione Italiana Editori, pubblicati ad ottobre 2011).
In effetti, mi chiedo, chi è disposto a spendere oltre 200 € per un e-book reader (equivalente a circa 15 libri), ai quali poi deve aggiungere il costo per ciascun e-book da leggere? …in tempo di crisi?!!
In Italia esiste già di per sé una preoccupante mancanza di cultura della lettura: i rapporti ISTAT (pubblicati a maggio 2011 e relativi all’anno 2010) indicano che la maggior parte della gente non legge neppure un libro all’anno e che, fra i lettori, si legge comunque mediamente “poco”.
C’è comunque qualcosa di strano: la Rete è piena zeppa di e-book scaricabili gratuitamente, pertanto è curioso che il trend di lettori aumenti di percentuali così basse. Come può essere spiegato questo fatto?
Leggere… leggere!
Il “mancato” aumento può derivare dal fatto che la maggior parte degli e-book vengono letti da persone giovani o comunque da coloro che abbracciano le nuove tecnologie. In effetti, una prerogativa base per accedere ad un e-book è l’accesso alla Rete ed il padroneggiare i motori di ricerca. Anche se la tecnologia sta proponendo numerose soluzioni alternative, come ad esempio l’accesso ad internet direttamente tramite smartphone, da iPad o dall’e-book reader stesso, questi accessi sono praticamente sempre limitati ai soli negozi, ovvero alle librerie online, nascondendo invece le reali estensioni del fenomeno – fatto che, d’altro canto, ci porta a rimproverare la mancanza di software libero nei dispositivi e, conseguentemente, di libertà di scelta!
A corroborare l’ipotesi suddetta viene incontro lo studio spiegato nel testo “Diffusione E-Book:Trends E Statistiche – Springer Report 2008“ pubblicato su masternewmedia.org, i cui risultati mostrano che – cito testualmente – “la maggior parte degli utenti utilizza gli e-book per scopi di ricerca e di studio e che i tipi di e-book più ricercati sono i libri di testo e le ricerche”.
Risultato comprensibile, poiché la Rete è da sempre un luogo dove la condivisione regna sovrana e dove la diffusione di e-book trova terreno fertile grazie alla semplicità e rapidità di ricerca dei contenuti.
Nel rapporto “Dal libro ell’e-book. Nuovi strumenti per leggere“ (scaricabile in pdf) di Francesca Vannucchi, pubblicato per l’Osservatorio permanente europeo sulla lettura, si legge un’interessante conclusione. Secondo l’autrice, infatti,«la lettura di libri e l’uso delle nuove tecnologie sono ambiti strettamente collegati, sebbene appaiano mondi contrapposti. L’individuo che possiede un basso livello culturale è maggiormente propenso ad avere con le tecnologie un rapporto poco approfondito e consapevole, orientato esclusivamente verso il gioco e lo svago. Lo stesso si può dire per una società. La rete, invece, può offrire contenuti di qualità (…)».
Nello stesso testo l’autrice fa anche riferimento ad un’indagine di Antonello Scorcu e Edoardo Gaffeo pubblicata in “Il ritorno economico della lettura” che evidenzia l’influenza che la lettura ha sull’aumento del PIL pro-capite.
A maggior ragione, quindi, è necessario riflettere su quanto visto finora.
Verso una nuova educazione alla lettura
La diffusione degli e-book, in sintesi, è fortemente rallentata da due fattori principali che sono di stampo culturale ed economico. Per migliorare la situazione occorre adottare politiche di sensibilizzazione alla lettura che facciano percepire alla gente il reale e concreto vantaggio annesso alla lettura ed offrire spunti per “ammazzare” il tempo leggendo (in molti Paesi è normale leggere qualcosa sui mezzi pubblici o in attesa dell’autobus) e magari guardando meno televisione. Contemporaneamente, il mercato deve ridurre i prezzi che, come abbiamo visto, per il formato elettronico sono ingiustificati dato che il sistema esclude i costi maggiori legati al trasporto ed alla stampa.
In ogni caso, libri cartacei ed elettronici non vanno considerati come alternativi ma come complementari. È abbastanza intuitivo che ciascuno ha delle preferenze personali su un formato o sull’altro, tuttavia non ci sono ragioni per limitare la scelta ad uno solo dei due. In particolare, l’acquisto di un libro in formato cartaceo dovrebbe garantire l’accesso anche ad una copia elettronica dello stesso testo e l’acquisto di un e-book andrebbe incoraggiata sia con prezzi ragionevoli e perlopiù simbolici che con campagne di informazione sui formati aperti e sui libri gratuiti.
Gli e-book reader, invece, hanno ancora costi inaccessibili e come tali non potranno che perdere di attrattiva man mano che i telefonini garantiranno facile lettura ed accesso ai libri.
In effetti, la diffusione degli e-book potrebbe essere fortemente incentivata sfruttando le capacità di condivisione della Rete. A titolo di esempio, nelle scuole dell’obbligo si potrebbero comprare i libri in formato elettronico pagando direttamente l’autore (con fortissimi risparmi) e distribuire a tutti gli studenti una copia del file da usare per scopi didattici. Nulla vieta di disporre anche di alcune copie in formato cartaceo per chi preferisce il “vecchio” stile.
D’altra parte gli e-book non sono un prodotto destinato solamente ad essere letto. Oggi la strumentazione e la tecnologia permettono a chiunque di scrivere il proprio e-book senza passare per intermediari e di conseguenza il numero di e-book è destinato a crescere in modo incalcolabile. A mio avviso, infatti, il trend del numero degli e-book e della loro qualità nei contenuti sarà presto paragonabile a quello che è stato il successo dei blog.
C’è da capirlo: la battaglia sull’informazione passa anche per l’abitudine a leggere! Almeno per questo post, me lo auguro, che la lettura sia stata gradevole e incoraggiante!
Non ci sono articoli correlati.
Scrivi un commento
1 Trackback
- E-book… Parliamone - Alessandro Iavicoli - La Rete che sta cambiando il mondo - Webpedia
[...] La grande diffusione di e-book reader avvenuta nel biennio 2006/07 segna una svolta storica per la divulgazione dei libri in formato elettronico. È proprio in questo periodo che Amazon lancia il suo lettore, Kindle, a cui segue una sfrenata pubblicità allo scopo di accaparrarsi la neonata fetta di mercato. Numerose aziende investono in questo settore e la concorrenza cresce: tuttavia non c’è voluto molto tempo per capire il fallimento del mercato degli e-book, sono invece ancora da capire le reali motivazioni di un simile insuccesso. [...] Leggi l'articolo completo su Alessandro Iavicoli – La Rete che sta cambiando il mondo [...]




